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Parchi Naturali
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Nella ricchezza dell'ambiente italiano
Le più grandi catene montuose d'Europa, il più articolato sviluppo delle coste e degli insiemi insulari, importanti vulcani attivi, numerosissimi processi naturali di trasformazione, il succedersi di aree climatiche dal continentale al subtropicale. Tra gli habitat più caratteristici le lagune, le torbiere, le coste sabbiose, le praterie marine di posidonia, le steppe costiere salate, le perticaie di ginepri, le praterie d'alta quota, i boschi umidi di pianura, le garighe a rosmarino ed elicriso. Tra gli endemismi vegetali l'aquilegia sarda, lastragalo dell'Aquila, la calcatreppola alpina, il bagolaro dell'Etna, il fiordaliso spinoso, l'abete dei Nebrodi, il cavolo delle Egadi, il limonio dello Zingaro, il ribes di Sardegna, il salice odoroso. Tra gli endemismi animali, il camoscio d'Abruzzo, il ghiro di Sardegna, il muflone, il cervo sardo, il capriolo italico, l'orso marsicano, la lepre sarda, la talpa romana, il toporagno siciliano, l'astore di Sardegna, il geotritone di Ambrosi. Una presenza degli insediamenti umani e delle attività produttive come continuo presidio del territorio, come equilibrata utilizzazione delle risorse, come costante e armonica rielaborazione del paesaggio. ![]() Un equilibrio in crisi
Le aree naturali protette rappresentano un luogo privilegiato per conservare i caratteri originali e la biodiversità dell'ambiente italiano ma anche per sperimentare e avviare modelli di sviluppo economico, sociale e culturale alternativi. Gli strumenti Dal 1922 alla fine degli anni '8O i Parchi nazionali e le altre aree naturali protette non sono più di 160. Nel 1986 viene istituito il Ministero dell'Ambiente Dal 1990 a oggi le aree naturali protette che costituiscono il Sistema Nazionale sono diventate 508. In questi ultimi anni il principale fattore di accelerazione della politica di salvaguardia e di valorizzazione è stata la Legge Quadro n. 394 del 1991 che ha permesso la creazione di 348 aree protette. Promuovere la creazione di nuove aree naturali protette. Integrare tali aree in un sistema coerente con le più generali linee di intervento e di riequilibrio per tutto il territorio nazionale, innovando la politica di gestione. Per raggiungere tali obiettivi il Ministero intende Rafforzare il proprio ruolo di programmazione, indirizzo e intervento. Esercitare la propria funzione di coordinamento tra Regioni, Enti Locali, Università, Istituzioni Scientifiche, Associazioni Ambientaliste. Elaborare la metodologia della Carta della Natura Italiana. Definire le Linee Fondamentali per l'Assetto del Territorio Italiano con riferimento ai valori naturali e ambientali. Fissare i nuovi Programmi di intervento per le aree naturali protette. ![]() Carta della Natura
Strumento di indirizzo per una organica pianificazione e gestione del territorio con riferimento ai valori naturali e ambientali definiti sulla base della Carta della Natura. Gli orientamenti europei nel campo della conservazione in situ mostrano con forza la necessità di collegare funzionalmente le aree protette al territorio circostante e tra di loro per garantire la permanenza dei valori che si vogliono tutelare. La creazione di vere e proprie "reti ecologiche" consentirebbe agli animali e alle piante di vivere e di moltiplicarsi non in piccoli ghetti, ma secondo processi dinamici naturali e reali equilibri ecologici. · Il riconoscimento dell'unità dello spazio alpino come insieme e interdipendenza tra natura, economia e cultura ha portato gli Stati dell'arco alpino a sottoscrivere nel 1991 la Convenzione per la Protezione delle Alpi. Si pone in questa sede una prima applicazione del principio dello sviluppo sostenibile. · Dall'azione di tutela del bacino del Po e del suo delta possono nascere preziose indicazioni per riconvertire ad uno sviluppo sostenibile la Pianura Padana, sede di grandi insediamenti urbani e produttivi, di una agricoltura e di allevamenti intensivi e quindi ad alto impatto. · Il grande ecosistema degli Appennini, che segna la quasi totalità della penisola, e che ospita una ricchissima biodiversità, deve diventare l'asse portante di una più generale tutela e di uno sviluppo sostenibile di tutto il territorio e l'ambiente italiano. Nell'Appennino è fattore fondamentale la contiguità delle aree protette, che consente il raggiungimento di una dimensione di scala nella salvaguardia del territorio. · Rappresentano gli ecosistemi più fragili e quello che ha subito più aggressioni. È innanzitutto fondamentale dare piena attuazione alla legge 979 del 1982 istituendo tutte le riserve marine previste. Vanno nello stesso tempo avviate le politiche di salvaguardia e riqualificazione dell'immenso patrimonio naturale, sociale e culturale rappresentato dagli 8000 chilometri di coste e dalle numerose isole minori. Parchi verdi, Parchi blù
![]() Il Comitato Parchi Nazionali e Riserve Analoghe, istituito nel 1977 a Roma con l'adesione
dei responsabili di tutti i Parchi Nazionali e delle principali Aree protette
d'Italia, e con l'appoggio delle più importanti Associazioni impegnate
nella conservazione dell'ambiente naturale, è un organismo non
governativo che gode dell'ospitalità e del sostegno dell'Ente Autonomo
Parco Nazionale d'Abruzzo.
Esso svolge un essenziale ruolo di raccordo, informazione, divulgazione e promozione in materia di Aree protette, allo scopo di consolidare e sviluppare con ogni mezzo scientifico, culturale e operativo il sistema dei Parchi e delle Riserve naturali del nostro Paese, nell'ambito della "sfida del 10%" lanciata nel 1980 dal movimento protezionistico affinchè almeno un decimo del territorio italiano venga adeguatamente tutelato. Dal 1987 esso è patrocinato dal nuovo Ministero dell'Ambiente e dal 1988 anche dal Ministero della Marina Mercantile. Dal 1993 esso è stato eretto in forma di Associazione ambientalista privata, allo scopo di poter perseguire più efficacemente la propria importante missione. Dal 1994 coopera efficacemente con l'Ente Parco, in base ad una speciale Convenzione, nell'attività del Centro Parchi, istituito a Roma in adempimento del Decreto Governativo del 26 novembre 1993, con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente. CENTRO PARCHI PARKS CENTRE - Viale Tito Livio, 12 - 00136 Roma - Tel. 06/35403331 - Fax 06/35403253. Creato nel 1994 come Operazione speciale di sinergia tra due delle più autorevoli e antiche Istituzioni Italiane di Conservazione - il Parco Nazionale d'Abruzzo, un'Organizzazione Pubblica sorta nel 1922, e il Comitato Parchi Nazionali e Riserve Analoghe, un'Organizzazione non Governativa nata nel 1977 - il Centro Parchi è il principale punto di riferimento sull'autentica realtà della Conservazione della Natura in Italia. Parco Nazionale dello Stelvio
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