Percorsi didattici



1. Livorno - Museo di Storia Naturale del Mediterraneo

LA SALA DEL MARE
di Orlando Pompa
Già la forma dell'edificio ricorda il profilo di un grande cetaceo, come se Annie dovesse lasciare un indelebile ricordo di sé anche architettonicamente. Proprio della triste vicenda di Annie - un esemplare di balenottera lungo quasi 20 metri prima "spiaggiatosi" e poi, dopo un iniziale salvataggio, andato a morire a Piombino - nasce l'idea della sala del Mare, annessa al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno.
Ospitata nella prestigiosa sede di Villa Henderson, la Sala del Mare è stata inaugurata alla fine del 2000. Si tratta di una grande struttura di 600 mq che ospita oltre al ricomposto esemplare di balenottera comune, il capodoglio, la balenottera minore ed esemplari di cetacei presenti nel Mediterraneo quali la stenella striata, il grampo, il globicefalo, il delfino comune. Inoltre nella Sala sono stati allestiti diorami sottomarini riproducenti ambienti subacquei tipici dei nostri mari, come ad esempio le praterie a Posidonia oceanica, grotte sommerse ricche di pesci ed invertebrati ed anche ambienti di grotte con esemplari di foca monaca, specie endemica del Mediterraneo ed ormai in pericolo di estinzione.
I dislivelli interni, di cui si compone la struttura espositiva, offrono al pubblico un suggestivo itinerario per poter dunque approfondire i temi della classificazione dei cetacei e la loro biologia, gli adattamenti chimici e fisici, i problemi connessi al rapporto dell'uomo con il gruppo sistematico, la conservazione e la tutela.
Ma la vera attrattiva resta comunque l'osservazione su più livelli dell'apparato scheletrico della balenottera Annie: percorrendo una rampa, come una discesa in fondo al mare, è possibile ammirare l'esemplare in tutta la sua grandezza, montato in posizione di immersione, che rende possibile un contatto non soltanto visivo con le grandi ossa, ma anche tattile e di posizione.
La Sala del Mare, per la cui realizzazione e stato necessario l'impegno dell'Amministrazione Provinciale di Livorno, rappresenta un ideale percorso formativo e conoscitivo sui temi della biologia marina, della anatomia comparata e, non ultimo, della conservazione e tutela di specie zoologiche e di ambienti a rischio. Un centro culturale di ampia valenza per Livorno e non solo.


Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno
SALA DEL MARE
Via Roma, 234 - Villa Henderson - tel. 0586802264 - fax. 0586801499 - e-mail: musmed@iol.it - www.provincia.livorno.it - orario di apertura tutti i giorni escluso il lunedì 9:00 - 13:00 e 15:00 - 18:00

Annie..

Storia di Annie
"La storia di Annie è in realtà la storia della nascita del museo del Mediterraneo".
Il 16 ottobre 1990 viene segnalata la presenza di una grossa balena spiaggiata ed ancora in vita tra Calambrone e Tirrenia. Era un grosso esemplare di balenottera comune lunga l9,60 metri. Dopo oltre 28 ore con l'intervento congiunto dei sommozzatori dei VV. FF., delle motovedette della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto, di un rimorchiatore, degli esperti del Museo di Storia Naturale di Livorno e di esperti giunti da tutta Italia, finalmente Annie - così era stata battezzata dai partecipanti alle operazioni di soccorso - era di nuovo in mare libera e si muoveva verso il mare aperto. Ma le speranze di aver salvato Annie erano dubbie viste le condizioni critiche dell'animale che si presentava denutrito e stremato dal difficile intervento di salvataggio. Direttasi verso sud la balenottera fu seguita per giorni da imbarcazioni della Capitaneria, per evitare che si spiaggiasse di nuovo, e da esperti del Centro Studi Cetacei e spesso fu avvistata lungo il litorale livornese. Malgrado tutti gli interventi Annie non resistette a lungo e il 27 ottobre venne di nuovo avvistata, questa volta morta, sulla scogliera fuori dal porto di Piombino.


2. Ecomuseo dell'acqua nel Casentino

"L'acqua non ha mai quiete, insino che si congiunge al suo maritimo elemento.
Al suo furore non vale alcuno humano riparo, e, se vale, non fia permanente..."

Leonardo da Vinci


Tra tutti i problemi ambientali che si pongono all'umanità, quello dell'acqua è il principale, forse insieme a quello dell'aria. L'acqua costituisce l'elemento più diffuso del mondo minerale e biologico. È il vettore privilegiato della vita e dell'attività umana.
L'acqua è un dono della natura e non si fabbrica, si rinnova se le viene dato il tempo necessario per farlo. L'acqua che noi beviamo è stata già bevuta e riciclata circa dieci volte e da quando esiste la vita sulla Terra si sono consumati dieci volte il volume totale dell'acqua del pianeta.
L'acqua che in alcune parti della Terra viene sprecata non è ugualmente distribuita nei diversi continenti del pianeta. All'alba del ventunesimo secolo, più di un miliardo di individui non hanno accesso all'acqua e quasi due miliardi sono privi di acquedotti per cui milioni di donne sono costrette ad un lavoro forzato, consacrando otto ore al giorno per trasportare i bidoni riempiti alle sorgenti lontane. Inoltre molti milioni di morti sono causate ogni anno da malattie trasmesse dall'acqua inquinata.
L'acqua non è più un bene gratuito e la sua utilizzazione deve essere ottimizzata e gestita in modo sostenibile. La nostra vita dipende dall'acqua e oggi l'acqua dipende da noi.
Dietro i gesti quotidiani dell'apertura di un rubinetto per prendere un bicchiere d'acqua o farsi una doccia si nascondono una serie complessa di operazioni di ricerca, captazione, trattamento, trasporto e distribuzione.

Ecomuseo..

Durante la sua circolazione, l'acqua si contamina con particelle in sospensione o in soluzione: detriti organici, microrganismi, sali, sostanze organiche e inorganiche. La presenza di queste impurità impone il trattamento, prima dell'utilizzo, con costi elevatissimi.
Dato lo stretto rapporto che esiste con l'atmosfera e la terra, fiumi , laghi e mari diventano i contenitori di tutte le sostanze presenti, comprese le sostanze inquinanti.
L'ambiente e la biodiversità sono minacciate dappertutto, spesso in modo irreversibile per cui il tema dell'acqua è prioritario in progetti educativi per suscitare comportamenti responsabili che limitino le azioni inquinanti e di spreco, come atto di solidarietà nei confronti di tutti gli organismi viventi e di tutte le popolazioni del pianeta che sono prive di acqua potabile.
Guidare i giovani alla scoperta e al rispetto di questa preziosa risorsa conduce alla riflessione sull'importanza degli interventi umani nel ciclo dell'acqua; sulla diversa quantità di acqua disponibile nel mondo e sull'esauribilità della sua purezza.
Per favorire l'incontro dei giovani con la complessità dei rapporti umanità-ambiente attraverso attività concrete, informazioni necessarie per capire le interazioni tra i gesti quotidiani e il futuro del Pianeta, conoscenza dell'evoluzione della tecnica relativa all'utilizzo delle acque, curiosità storiche, usi terapeutici, miti, seguiamo il laboratorio dell'acqua dell'Ecomuseo del Casentino, sito nel comune di Capolona.

Disegni ecomuseo..

Viaggio intorno all'acqua nel Casentino
Quello che proponiamo nelle pagine di questo quaderno è in sintesi un vero e proprio viaggio nello spazio e nel tempo intorno al tema dell'acqua in Casentino.
Seguendo un ideale "filo dell'acqua" ci sposteremo attraverso i secoli alla "riscoperta" di aspetti e funzioni legati a questo importante elemento. Parallelamente, per ciascun aspetto toccato saranno presentati, mediante brevi schede, località, architetture o itinerari, particolarmente significativi che potranno essere oggetto di visite reali all'interno della Valle.
Per una comprensione "a tutto tondo" delle peculiarità e delle dinamiche che hanno portato alla definizione dell'identità stessa del territorio casentinese, saranno segnalati, mediante particolari simboli, possibili collegamenti con gli altri sistemi dell'ecomuseo (Archeologia, Agropastorale, Manifattuflero, Civiltà castellana, Bosco).
L'acqua sarà indagata nei suoi aspetti storici antropologici, ed anche simbolici derivanti dall'utilizzo che l'uomo ne ha fatto attraverso i secoli.
Volutamente si è scelto di tralasciare gli aspetti prettamente fisico-chimici che potranno essere facilmente recuperabili e consultabili in qualsiasi manuale scolastico.
Naturalmente i contenuti presentati non hanno la pretesa di essere esaustivi ma si propongono di stimolare la curiosità e di invogliare alla ricerca e all'approfondimento.
Oltre ad un breve glossario saranno presentati, a questo proposito, una bibliografia di carattere generale e una riferita al contesto locale, nell'ottica che sottende a tutto il quaderno, di una interazione continua tra macro e micro-storia.


Un prezioso contributo potrà poi essere offerto dal materiale audiovisivo presente presso l'Archivio Digitale del CRED della Comunità Montana dedicato alla cultura materiale del Casentino.
Le riprese di contesti, le interviste, i racconti di vita vissuta, raccolti e conservati dal CRED costituiscono alcuni degli aspetti toccati in questa vera e propria "Banca della Memoria" fruibile dal mondo della scuola.