| Home | M & M | Iniziative | Ambiente | Itinerari | Parchi dello Spirito | Editoria | Collaborazioni | Curiosità | |
|
Pianeta Terra e Global Change - Gli elementi ![]() La Cacciata dal Paradiso Terrestre
Miniatura francese del XV secolo Musèe Condè Chantilly Il pianeta Terra è un sistema complesso di delicati equilibri.
Il Global Change -ovvero variazioni climatiche e ambientali che producono ripercussioni a livello planetario- è dovuto alla perdita del rapporto uomo-natura e alla prevaricazione dei limiti che il sistema Terra ci impone. La Terra è la sfera più primitiva del Pianeta, la cui origine risale a 4,5 miliardi di anni. Secondo Jonathan Weiner il "The next one hundred years" la Terra può dividersi in litosfera: parte solida esterna spessa poche decine di km; mantello: profondo quasi metà del raggio del globo; nucleo: da ritenersi fluido. L'Acqua si identifica con gli oceani i quali coprono i 2/3 della sperficie planetaria e che, insieme all'aria, conferiscono al globo terraqueo la denominazione di Pianeta Azzurro. Gli oceani hanno origine antica molto vicina a quella della terra. L'Aria, elemento contenuto nell'atmosfera che si concretizza nei primi 7-8 km di altezza e avvolge la terra come in un velo. Origine parallela agli oceani, l'aria ha via via modificato la sua composizione per consentire la vita agli esseri inferiori. Il Fuoco è costituito dalla luce e dall'energia solare che, assorbite dall'atmosfera, generano i venti e le correnti oceaniche, fenomeni alimentati anche dalla rotazione della Terra. Il Ghiaccio o criosfera non è elemento concentrico. Occupa lo spazio delle due calotte polari e cambia drasticamente la geografia e l'orografia. L'ultima glaciazione risale a circa 20.000 anni fa, e l'intervallo tra l'una e l'altra glaciazione è stato calcolato in 100.000 anni. La Vita identificata come biosfera, comprende tutte le forme di vita presenti sul pianeta. L'origine della biosfera risale a circa 3,5 miliardi di anni, e ancora oggi pone problemi tra i più affascinanti e irrisolti. L'Uomo appare sulla terra circa 2 milioni di anni fa con l'homo habilis che arriva ad essere classificato homo sapiens sapiens circa 50 mila anni fa. L'uomo, a differenza delle altre sfere che interaggiscono tra di loro secondo naturali automatismi, ifluenza direttamente gli altri ambienti con interventi inconsapevoli e anche attraverso azioni di vera e propria ingegneria planetaria. ![]() Francisco de Hollanda Il sesto giorno della creazione
Miniatura del XIII secolo - Biblioteca di Lucca
Uomo - Ambiente - Risorse - Cambiamento All'inizio della rivoluzione agricola, 10.000 anni fa, gli uomini sulla terra erano circa 5 milioni. Oggi abbiamo superato i 5 milardi. Clima e risorse hanno condizionato la crescita dell'uomo: ere glaciali ed eruzioni vulcaniche affiancate dallo sfruttamento del suolo da parte delle prime civiltà in Mesopotamia, Grecia e Mediterraneo; dalle grande deforestazioni europee, americane ed asiatiche; dalle desertificazioni di ampi spazi terrestri, fino al disordinato e convulso sviluppo industriale che ha portato ad un incontrollato bisogno di risorse e al contemporaneo accumularsi di rifiuti, ovvero di prodotti in parte inutilizzabili, con aggravio dei problemi ambientali. ![]() Gran parte dello sviluppo negli ultimi 100 anni è dovuto ad una piccola percentuale di popolazione che abita nell'emisfero nord in particolare Europa occidentale e Nord America. La popolazione dei paesi industrializzati alla fine della seconda guerra mondiale rappresentava il 40% del totale e oggi il 20% di essa consuma l'80% delle risorse energetiche e minerali. I soli Stati Uniti che rappresentano il 5% della popolazione mondiale consumano il 33% di quelle risorse. In futuro la popolazione dei paesi industrializzati si ridurrà ulteriormente ma consumerà ancor più risorse provenienti dai paesi del meridione del mondo con i quali il divario socio-economico si fa sempre più grande. L'aspirazione di questi paesi ad uno sviluppo per una vita capace di liberarsi dalla fame e dalle malattie verrà mortificata dall'impossibilità di utilizzare attraverso una razionale pianificazione le loro energie e le loro risorse.
Il problema del Global Change supera il contenimento dei limiti ragionevoli delle variazioni dell'ambiente per comprendere la gestione delle risorse rendendole disponibili ai paesi in via di sviluppo senza penalizzare i paesi industrializzati. L'avanzata tecnologica può risolvere molti problemi e contribuire allo sviluppo a patto di condividerla con i paesi che ne sono privi. Se guardiamo al breve tempo passato, l'umanità ha sostituito il carbone al consumo iniziale del legno. Con l'uso di tecnologie minerarie in breve il carbone ha rappresentato la maggiore fonte energetica industriale, per cedere infine al petrolio e ai suoi derivati. ![]() ![]() Inghilterra, miniera di carbone, 1850
Prima ferrovia per carbone, Sassonia 1837
Il consumo di combustibili fossili (in termini di petrolio oggi ogni persona consuma 2000 litri) ha creato problemi sull'ambiente di difficile soluzione. Occorrerebbe ripensare i nostri modelli di consumo; applicarsi alla ricerca di fonti alternative; accettare un drastico risparmio delle risorse.
Un primo approccio è quello di comprendere i processi interattivi di carattere fisico, chimico e biologico che regolano il sistema terra e che possono determinare quell'ambiente unico che assicuri la vita del pianeta stesso. Il suo funzionamento dovrà essere riconsiderato non più attraverso le sue componenti separate (continenti, oceani, aria), ma piuttosto come un sistema nuovo. Una nuova scienza infatti sta nascendo con il nome di Earth System Science che permetterà di acquisire dati di alta qualità capaci di studiare e comprendere il Sistema Terra. Ad esempio, se nei prossimi decenni si dovesse assistere ad un aumento della temperatura media degli oceani, questo potrebbe comportare una rottura di equilibrio dei clatrati e quindi un'immissione nell'atmosfera di metano capace di un raddoppio di una sua concentrazione con un aumento ulteriore dell'effetto serra in poche decine di anni. La politica di sviluppo dovrà confrontarsi con il Global Change senza trascurare la forza dei cambiamenti imposti dallo sviluppo e la forza geologica che è inesorabile e agisce su tempi decisamente più corti. La pianificazione dell'utilizzo delle risorse dovrà tenere conto di un probabile raddoppio della popolazione mondiale cui contribuiranno proprio quei paesi che hanno più bisogno: più risorse saranno destinate a quei paesi, minore sarà il tasso di crescita di popolazione e quindi minore pressione sulle risorse. L'ottimismo, o meglio il pessimismo della ragione, ci spingono a credere che l'uomo sarà capace di trovare nuove risorse per le nuove esigenze planetarie che ci prospettano una triplicazione del fabbisogno energetico per la metà del prossimo secolo. Terra
![]() ![]() -
A misura d'uomo per favorire le proprie attività di relazione, di
produzione e di azione.
- Possedere una propria configurazione architettonica quale espressione della civiltà umana e configurazione geomorfologica. - Presentare una superficie priva di qualsiasi tipo di accumulo inerte o attivo quale scarto delle lavorazioni, produzioni e attività umane. - Essere caratterizzato da una propria espressione naturale in armonia con quella dell'umana attività. - Rappresentare il termine di passaggio fra le acque meteoriche e quelle sotterranee, di vitale importanza per le caratteristiche biologiche che può acquisire l'acqua stessa. LA TERRA È PIÙ CALDA
Ma che fa?! Un'analisi degli andamenti climatici globali realizzata dalla Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration) ha dimostrato che il trend di crescita di temperatura del Pianeta è proseguito anche nel mese di dicembre. L'Europa sembra essere una delle zone maggiormente interessate a questo fenomeno, infatti, è stato registrato un valore delle temperature medie superiore del 0,25 gradi rispetto alla media degli ultimi 120 anni per quanto riguarda le zone continentali, e di ben 0.35 gradi per quanto riguarda il mare. Il mese di dicembre del 2000 è stato il diciassettesimo più caldo degli ultimi 120 anni per le zone continentali e il settimo per le temperature del mare. Le zone più fredde del pianeta sono state il Nord America, Siberia, Mongolia e Australia settentrionale. Le zone più calde sono state l'Europa e il bacino del Mediterraneo, il Medio Oriente e la fascia subtropicale dell'Asia. Altre zone con valori superiori alla media sono state l'Alaska, il Sud America e la parte meridionale dell'Australia. Le precipitazioni sono state particolarmente copiose in Sud America e in particolare in Brasile, nell'Europa occidentale e settentrionale, nell'Africa centrale, nell'Asia sudorientale, nell'Australia settentrionale e nelle isole del Pacifico dell'emisfero australe. Precipitazioni particolarmente ridotte hanno interessato il Nord America, l'Europa orientale, Asia e Australia meridionale. ENERGIA Negli ultimi 20 anni la produzione di petrolio è aumentata del 6% circa (da 3.300 a 3.300 milioni di tonnellate l'anno) mentre quella di gas naturale è aumentata del 40% circa (da 1.200 a 1.700 milioni di tonnellate di petrolio equivalente. Sono cifre che fanno rabbrividire gli ambientalisti, e noi ci affianchiamo alle proteste che indicano maggior rigore e più volontà nel ricercare forti alternative a produzioni più pulite. La speranza viene premiata con il contagocce: nei prossimi 10 anni si prevede in Italia un forte impegno nello sfruttamento delle fonti cosiddette rinnovabili, al punto che si ipotizza concretamente di far fronte al 15% del fabbisogno energetico sfruttando acqua, vento e sole, contro l'odierno 7,5. Dato incoraggiante per l'ambiente, anche in relazione al consumo di energia nucleare a livello mondiale che salirà solo dell'1% a fronte del 5% riferito all'ultimo quinquennio e all'8% degli ultimi 20 anni. Per quanto riguarda l'energia solare, in Italia siamo a quota 300.000 metri quadrati, molto pochi rispetto ad altri paesi europei, ma in crescita di 20.000 metri quadrati ogni anno. Triplicata negli ultimi 5 anni la potenza dei moderni "mulini" che sfruttano l'energia del vento, attestata oggi sui 70 mega-watt. Piccoli passi incoraggianti aspettando l'auto ad idrogeno. AMAZZONIA Amazzonia di nuovo ferita: in base alle osservazioni da satellite, si calcola che 20.000 chilometri quadrati di foresta hanno perduto i loro alberi, una superficie pari a quella del Belgio. Il danno ecologico è incalcolabile. Il massacro della foresta ha uno scopo: l'urbanizzazione del territorio amazzonico che prevede la realizzazione di 8.000 chilometri di strade, porti, aeroporti, centrali elettriche e una rete ferroviaria lunga 1.400 chilometri. Il presidente Cardoso nel promuovere il programma "Avanza Brasile" punta a sfruttare le immense riserve di oro presenti in zone inaccessibili. Affilano le armi anche i proprietari terrieri che con l'urbanizzazione e il disboscamento già pensano di espandere le loro proprietà coltivabili. Nessuno sembra curarsi degli irreparabili guasti ambientali, né delle popolazioni che ancora vivono in Amazzonia, sempre più costrette a ritirarsi dal loro territorio abituale, sempre più minacciate e perseguitate, sempre più impegnate a seppellire i propri morti di stenti, di fame, di malattie. Il dio profitto la fa da padrone, in nome del progresso e dello sviluppo e della falsa coscienza. |