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Mari
Pochi
minuti prima di atterrare, osservando dall'alto la sagoma dell'isola,
hai la sensazione di aver abbandonato la dimensione temporale per immergerti
nella realta' senza tempo dell'isola che non c'è.
Sulla scaletta dell'aereo la Sicilia più vera ti avvolge in un abbraccio caldo di vento d'Africa, profumato di spezie e di sale, sonoro di rombi di scooter e canti di cicale. Di giorno, nei vicoli addormentati, sbadigliano persiane pronte a spalancarsi al tramonto per accogliere i bagnanti appena scesi dalle barche, con la pelle ancora striata di sale e di argilla, pronti a rituffarsi nel mare serale di svaghi. Decine di ristoranti e piano bar all'aperto dove si spazia dall'aragosta al cous-cous per concludere il momento gastronomico con un gelato dal gusto inimmaginabile mentre, rallegrati dalla musica dal vivo, si assiste allo "struscio" notturno: c'è un unico e composto serpentone umano che si allunga sul viale principale del paese e sulle poche piazzette ingentilite da restauri effettuati con la consulenza di artisti come Cascella e Pomodoro. ![]() Lampedusa mantiene radicate tradizioni regionali che ben si intersecano con le
usanze e le esigenze dei turisti provenienti da ogni parte d'Italia:
ti senti coccolato e rispettato e, al contempo, avverti un senso di
deferenza verso l'isola e i suoi abitanti, conscio dell'importanza che
queste coste, cantate dall'Ariosto, ricoprivano anche nel passato. Tutto il contesto naturale sprigiona
magia: la sabbia bianca su cui, periodicamente, depongono le uova le
tartarughe Caretta Caretta; le brulle distese
interne, una volta ammantate di oleandri, gelsi, oleastri e animate
da migliaia di conigli (gli originari padroni di Lampedusa!) e ora attraversata
dall'unica strada che raccorda gli estremi dell'isola; le coste meridionali,
accoglienti, docili con stupefacenti spiagge, cale, fiordi e calette (Isola dei Conigli) che sembrano piccoli
abbracci protesi verso le coste magrebine, quasi in un ultimo disperato
tentativo di ricongiungimento con quella che anticamente era la terra
madre; il mare così turchese e trasparente da darti l'impressione di
essere sospeso nel vuoto, che si colora di così tante tonalità dello
stesso colore che solo un Divino pittore poteva dipingere; una fauna
marina varia e fitta ben rappresentata anche dai delfini che prediligono
le acque di Cala Creta, una delle ultime sonnechiose baie che ti lasci
alla spalle prima di affrontare le altissime pareti verticali del versante
settentrionale, bastione innalzato dalla natura contro gli assalti delle
maree; i fondali, paradiso dei subacquei, che sono amorevolmente protetti
da piu' di 20 anni dalla statua della Madonna del Mare posta a 15 metri
di profondità davanti all'Isola dei Conigli.
Lampedusa è un'isola difficile da raccontare in quanto unica e densa di significati; è altresì facile da scoprire, da vivere, da apprezzare, da amare. Gabriella Alloro Meraviglie del LAZIO
Adagiata su di un fianco, come il saggio che riflette sui destini dell'uomo, Ponza attende paziente il turista con le sue braccia protese verso l'infinito pronta a rivelare i suoi millenari segreti ad un popolo di curiosi assetati di fascino e natura. E Ponza non tradisce le aspettative di nessuno, pronta ad accontentare le attese di tutti, pronta ad esaudire i desideri di un'umanità ansiosa di riscoprire il fascino della semplicità, il confronto con natura e ambiente, il colloquio con il proprio "Io". Percorrendo le innumerevoli insenature che costituiscono il profilo dell'isola si riceve subito la netta sensazione di una struttura geologica complessa, dove l'azione dei fenomeni atmosferici e l'assalto delle acque marine hanno messo a dura prova la resistenza di questa frontiera terrestre. Ma l'isola non si è arresa agli assalti ed anzi sembra aver ricevuto maggior vigore e fascino, percepibili sia attraversando il manto superficiale, sia esplorando le sue strutture portanti costruite dalle poderose pareti sottomarine. Ma è visitando i fondali dell'isola che scaturiscono le emozioni più vive, più forti. Cattedrali dai frastagliati pinnacoli sostenuti da poderose pareti rocciose rivestite da milioni di cavità, residenza di ogni forma di vita animale e vegetale, i cui fantasmagorici colori, esaltati dalla luce delle torce, forniscono un'esatta idea della grandiosità del creatore e delle sue creature. Ogni antro diventa così motivo di curiosità e di ricerca, mai deluso dal rischio di contatti andati a vuoto. La imbronciata cernia stanziale nei pressi delle prescelte dimore guarda attenta la presenza estranea dell'uomo, pronta tuttavia ad allacciare rapporti cordiali con i visitatori rispettosi di luoghi che appartengono al mondo degli abissi. lì tentacolare polpo è ben disposto a compiere danze che mettono in risalto grazia e bellezza difficilmente percepibile in una creatura da sempre ingiustamente raffigurata come "mostro degli abissi". ![]() Saraghi,
dentici, scorfani, musdele, donzelle e castagnole inscenano per il visitatore
la rappresentazione di una società perfettamente organizzata dove
tutto il quotidiano è il frutto di un disegno preciso di madre
natura, dove la malizia lascia il posto al solo spirito di sopravvivenza.
Per gli appassionati dei fantasmi del passato, l'isola offre inoltre il fascino inquietante di relitti, testimonianza dolorosa di eventi bellici che anche in questi luoghi, apparentemente così lontani dagli eventi umani, hanno lasciato il segno della follia distruttrice. Ombre sepolte negli abissi, gelose custodi di attimi interminabili di terrore, di angosce, ma anche di eroismo e di altruismo, i relitti di Ponza concedono all'osservatore momenti di intensa emozione di fronte alle contorte lamiere di vascelli un tempo imponenti macchine dai sofisticati meccanismi, oggi dimora dei silenziosi abitanti del mare. E, per i più esperti, i relitti costituiscono ulteriore stimolo per mettere alla prova le proprie capacità di subacquei, offrendo la possibilità di curiosare all'interno di boccaporti, paratie e corridoi dove la fantasia riesce a ricostruire confusi scenari di concitati uomini impegnati a contrastare la furia del mare. Ma l'angoscia lascia presto il posto a più dolci sensazioni di armonia non appena si volge lo sguardo all'infinito del blu intenso dei fondali dell'isola, il cui contrasto con il chiarore quasi accecante del fondo sabbioso crea un gioco di luci e colori degno dei migliori paradisi tropicali. Viene il legittimo dubbio che alla fin fine i Caraibi non sono poi così lontani da casa. Il mare degli altri
Un antico trenino a carbone, da poco ripristinato, fischia lungo un itinerario che si snoda tra variegate spiagge e colline ai piedi del monte Pilion. Si parte da Volos, ricco di siti archeologici e centri d'arte, e in un batter d'occhio eccoci lungo la spiaggia del pittoresco villaggio di Agria' e più in là Platanidia, ove sono state rinvenute basiliche paleocristiane, e subito dopo ecco le splendide spiagge di Chataivangheli, Malàkì, Kala Nera. Visto da lontano, il trenino ricorda molti dei lavori del grande pittore Giorgio De Chirico: fu il padre Evaristo, infatti a progettare e costruire la linea ferroviaria che dal 1895 al 1971 ha rappresentato l'unico mezzo di trasporto di massa e ha caratterizzato la storia e l'ambiente contribuendo allo sviluppo di tutta la zona. Oggi, quella ferrovia e quel treno sono soprattutto usati per turismo, su e giù tra mare e monti, e sbuffa in continuazione, in ogni stagione. ![]() Siamo
arrivati ad Afissos, villaggio turistico ed anfiteatro adagiato su tre
spiagge dorate, che si presentano in tutto il loro splendore unitamente
alle altre già citate se viste dall'alto. E' da qui infatti che
il trenino si inerpica in montagna e visita luoghi incantevoli e freschi
quali Pinakates, Aghios Lavrentios, Stagiates, Kathichori, Portititià,
Makrinitsa, cittadine tutte ricche di riferimenti storici: chiese, musei,
tradizioni, folklore e ...feste, incontri, sport come nel caso di Chania
stazione sciistica invernale.
Le mete da raggiungere sono ancora numerose; ridiscendendo verso il mare ecco Zagorà, culla della cultura greca e patria di grandi studiosi; e via via si giunge a Paltisi, Potistikà, Kalamos, famose per le loro spiagge e le calette a sorpresa; Milina con il suo grande attracco per barche a vela; Trikeri, villaggio di capitani di mare e pescatori di spugne; ed infine Platania, un pittoresco villaggio di pescatori dove la sera i caicchi mettono in bella mostra tutte le varietà di pesce...e una bella grigliata onora il lungo viaggio, mentre il trenino a carbone riposa aspettando la nuova alba, pronto a muovere, felice di farci conoscere ancora tante altre mete, dimenticate da questo nostro primo frettoloso incontro con la favola greca. Cipro.. coi colori della pittura
Cipro sarà un piccolo Paese, ma è certamente una grande isola, la terza per grandezza del Mediterraneo. Spettacolare scenario naturale, Aphrodite, dea dell'amore, elesse questa isola sua dimora, indicandola come terra degli dei. Cipro è un'isola di bellezze e di contrasti. Le fresche pinete sui monti offrono un panorama ben diverso da quello delle spiagge illuminate dal sole; i tranquilli villaggi all'interno sono in stridente contrasto con le città cosmopolite. ![]() Il rincorrersi
dei secoli ha qui stratificato storia e arte: Greci, Egiziani, Assiri,
Persiani, Romani, Veneziani, Ottomani, Inglesi... ma sempre vive persistono
tradizione e vocazione, come dimostrano reminiscenze bizantine e ispirazioni
neo occidentali presenti nelle espressioni pittoriche di due giovani versatili
artisti ciprioti, Elena Tsigaride e Achille Christodoulou.
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