| Home | M & M | Iniziative | Ambiente | Itinerari | Parchi dello Spirito | Editoria | Collaborazioni | Curiosità | |
|
Testi
dal programma TV "Play Quiz" e dal libro omonimo (1979)
"La parola in comune" è un gioco di grande successo (televisione, internet e carta stampata) che fa leva essenzialmente sulla conoscenza del vocabolario da parte del giocatore. Il fine è quello di scoprire quale "parola in comune" hanno alcuni modi di dire, proverbi, espressioni comuni, significati figurati di una frase, opere artistiche, ecc. Quale parola in comune hanno queste voci?
di Aldo Rami
Vita e morte di un Colombo viaggiatore. Rami: - Son desto o sogno? Ma lei è... Colombo: - Cristoforo Colombo in caravelle e ossa! O.K. baby? Rami: - O.K. mister Colombo! Le notizie sui primi anni della sua vita sono assai scarse. Può illuminarci? Colombo: - O.K. baby! Non appena iniziò l'età della ragione la mia vita si concentrò su un unico, strabiliante obiettivo. Rami: - Quale, mister Colombo? Colombo: - Quello di scoprire l'America! Rami: - Ma i suoi genitori cosa ne pensavano? Colombo: - Cercavano disperatamente di distrarmi da quest'ossessione. Do you understand? Rami: - E in che modo, please? Colombo: - My mother ad esempio mi diceva: "Ma Cristoforuccio, perché ti intestardisci a volere scoprire proprio l'America. Prova a scoprire gli altarini oppure l'acqua calda. Potresti anche scoprire un nuovo talento, magari una show giri! Quest'ultima ipotesi fu l'unica che mi fece un attimo vacillare ma poi il desiderio di scoprire l'America riprese il sopravvento. O.K. baby? Rami: - O.K.! Sua madre l'amava molto, non è vero? Colombo: - Certamente, ma anche io adoravo lei. Pensi che quando avevo dodici anni la nominai governatore dell'Alabama, molti anni prima di avere scoperto quello stato. Rami: - La leggenda del suo sponsor Isabella di Castiglia? Colombo: -You are very crudele, boy! Sigh, sigh, sigh! Ha visto, è riuscito a farmi piangenre! Isabella adorata, oh... il tuo ultimo kiss! Rami: - Così fu la regina a dare l'okay per il viaggio con le tre caravelle? Colombo: - Veramente fu il marito, Ferdinando d'Aragona, oh yes! Rami: - Mi racconti tutto dall'inizio. Colombo: - Un giorno d'aprile, guardandosi allo specchio, il re si accorse di essere Cervo a primavera. Allora si precipitò al casino di caccia e trovò il sottoscritto che, sopra un bel lettone, spiegava ad Isabella completamente nuda la rotta tracciata per scoprire l'America. Rami: - E in che modo ? Colombo: - Quando il re fece irruzione stavo spiegando la rotondità della terra alla regina a mezzo di palpeggiamenti su uno dei suoi prosperosissimi seni. Rami: - E quale fu l'immediata reazione del re? Colombo: - Mi urlò furibondo: "Desgraciado! Te la do io l'America!" di Dante Fasciolo
Abitare lo spazio tra sogno e realtà Si aprono prospettive nuove per il turismo! Se avete 40 miliardi (lira più, lira meno) c'è la possibilità di passare un week end in un "albergo" come dire... a 1.000 stelle. E avrete anche la possibilità di togliere ad un presuntuoso americano, Tennis Tito, il primato di essere l'unico turista a soggiornare in una stazione spaziale. Se non avete la cifra ma coltivate in qualche modo l'idea in attesa che scendano i prezzi... ebbene, sappiate che non siete gli unici buontemponi. Infatti, subito dopo l'allunaggio del 21 luglio 1969 La Pan American cominciò a ricevere telefonate di prenotazione per voli "andata e ritorno" per/dalla Luna. L'Alitalia non fu meno attenta: registrò nome e cognome di una signora milanese che Inviò un anticipo di mille lire per prenotare in tempo un posto. Così fece un americano residente in Germania, che chiese all'Alitalia (forse per scarsa fiducia nelle compagnie aeree tedesche) di riservargli 4 posti in prima classe, pregando di fargli sapere quale sarebbe stato il mese e l'anno del volo, seppure approssimativamente. Un italiano, ricercatore minerario in Australia, trevigiano di origine e quindi con il sangue da imprenditore-affarista, espresse il desiderio di recarsi sulla Luna 4 volte l'anno a scopo di lavoro che indicò come "lavoro di organizzazione per la ricerca di pietre preziose nel suolo lunare". ![]() Insomma,
avrete capito, il turismo spaziale può avere un futuro. Tanto è
vero che altri italiani, già dal 1973, approfittando della messa
in orbita di un "laboratorio spaziale" che poteva benissimo essere
attrezzato come albergo, realizzarono un depliant per illustrare la possibilità
di soggiornare nello spazio.
Menu: "pollo liofilizzato e spaghetti da sciogliere in acqua calda" Istruzioni per l'uso: "per esigenze ambientali essi dovranno essere spremuti da un tubetto tipo dentifricio poiché cibi e liquidi, trattenuti dal peso, se ne andrebbero in giro per la casa spaziale. Ricordarsi inoltre di azionare i muscoli della gola per inghiottire, altrimenti cibi e bevande vi resteranno in bocca e ne usciranno non appena l'aprite... e ciò non sta bene quando si è a tavola con altri commensali!". Bene, non resta che domandarsi: il depliant propagandistico era vero (dagli italiani ci si può aspettare di tutto) o era solo una burla (dagli italiani ci si può aspettare di tutto)? Comunque sia resta nell'uomo l'inesauribile vena della fantasia, anticipatrice dei tempi, rifugio sicuro per l'eterno bambino che è in noi, oggi tecnologico e cibernetico sì, ma ancora innamorato della bambola di pezza e del trenino di legno. |